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Matrimonio

di Venerdì, 12 Settembre 2014
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Informazioni sul matrimonio civile e religioso

Interessante per chi intende...

Matrimonio civile.

La cerimonia di celebrazione di matrimonio civile, avviene in Comune e comprende tre momenti specifici:

1. Il Sindaco o suo delegato, indossando la fascia tricolore, pubblicamente alla presenza di due testimoni, legge agli sposi i seguenti articoli del Codice Civile:

articolo 143 - Diritti e doveri reciproci dei coniugi

articolo 144 - Indirizzo della vita famigliare e residenza della famiglia

articolo 147 - Doveri verso i figli.

2. Gli sposi rendono esplicita e pubblica dichiarazione di volontà di volersi prendere come marito e moglie. Il Sindaco o il suo delegato, dichiara che essi sono uniti in matrimonio (la scambio degli anelli è facoltativo)

3. Viene data lettura dell'Atto di matrimonio e lo stesso e sotoscritto dagli sposi, dai testimoni e dall'Ufficiale dello Stato Civile.

Nell'atto di matrimonio, gli sposi possono dichiarare anche la scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni. Senza questa dichiarazione espressa, il regima patrimoniale sarà quella della comunione dei beni.

Il matrimonio al di fuori del Comune è ammesso solo in due casi:

in caso di imminente pericolo di vita di uno degli sposi, certificato dall'autorità sanitaria e quando uno degli sposi, per infermità o per altro giustificato impedimento, è nell'impossibilità documentata di recarsi negli uffici del Comune.

Il matrimonio può essere celebrato presso un Comune italiano diverso da quello che ha fatto la pubblicazione, se gli sposi lo richiedono per iscritto all'Ufficiale dello Stato Civile che ha provveduto alla pubblicazione. Gli sposi devono indicare sia il Comune dove vogliono sposarsi sia la motivazione della loro richiesta.

Matrimonio religioso.

Nel diritto civile italiano, il matrimonio concordatario, comunemente chiamato religioso al quale lo State riconosce gli effetti civili.

Il matrimonio religioso concordatario è celebrato davanti al Parroco o suo delegato, secondo le norme del diritto canonico e, una volta trascritto nei registri di Stato Civile del Comune di celebrazione, ha gli stessi effetti del matrimonio civile.

Il matrimonio deve sempre essere proceduto dalla pubblicazione di matrimonio.

Durante la celebrazione del matrimonio, il sacerdote deve spiegare agli sposi gli effetti civili del matrimoni, leggendo gli articoli 143, 144 e 147 del Codice Civile. Gli sposi possono dichiarare anche la scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni. Senza questa dichiarazione espressa, il regima patrimoniale sarà quella della comunione dei beni.

Matrimonio religioso regolato dalle intese.

Lo Stato italiano ha firmato accordi con alcune confessioni religiose per disciplinare i reciproci rapporti. Queste intese precisano anche la modalità per riconoscere effetti civili al matrimonio innanzi ai riapettivi ministri di culto.

Le intese approvate dallo Stato italiano con legge sono queste: L. 11.8.1984, n. 449 e ss.mm.; L. 22.11.1988, n. 516 e ss.mm.; L. 22.11.1988, n. 517 e ss.mm.; L. 8.3.1989, n. 101; L. 12.04.1995, n. 116; L. 29.11.1995, n. 520; L. 30.07.2012, n. 126; L. 30.07.2012 n. 127; L. 30.07.2012 n. 128.

Matrimonio religioso non regolato dalle intese

Le confessioni religiose che non abbiano firmato con lo Stato italiano specifiche intese possono, dal giorno della celebrazione, vedere riconosciuti effetti civili ai matrimoni celebrati dai propri ministri di culto, solo qualora siano rispettate alcune prescrizioni (Legge 24.06.1929, n. 1159 ed al R.D. 28.2.1930 n. 289)

Cambio di residenza

Gli sposi, se cambiano residenza o indirizzo, hanno l'obbligo di comunicarlo entro 20 giorni dall'evento all'Ufficio Anagrafe.

Note

Il matrimonio, instaura, automaticamente il regime patrimoniale della cosiddetta "comunione dei beni" tranne se, al momento della celebrazione, si dichiara, innanzi all'ufficiale dello stato civile, di volere la "separazione dei beni".Tale regime può sorgere anche successivamente, se i coniugi che hanno optato per la separazione decidono, con apposita convenzione (atto pubblico), di passare alla comunione. Vediamo le differenze:

Comunione: Il regime patrimoniale della comunione dei beni consiste nel fatto che tutti i beni acquistati dagli sposi dopo il matrimonio sono in comune; ognuno ne è proprietario per il 50% e la gestione spetta ad entrambi.

  • Beni inclusi: fanno parte del regime di comunione i frutti dei beni personali degli sposi, gli acquisti compiuti da entrambi (anche separatamente), le aziende gestite da entrambi e costituite dopo le nozze.
  • Beni esclusi: costituisce patrimonio personale di ciascun coniuge tutto quanto posseduto da ciascuno dei coniugi prima del matrimonio, come pure i beni ricevuti in seguito tramite eredità o donazione, i beni personali, quelli che servono all'esercizio della professione, quelli ottenuti come risarcimento di un danno subito e della pensione di invalidità e quelli acquistati con il ricavato della vendita di uno dei beni nominati.

Separazione: Si costituisce all'atto della celebrazione del matrimonio, per mezzo di una esplicita dichiarazione che viene annotata in margine all'atto di matrimonio. Se i coniugi scelgono il regime di separazione dei beni, entrambi conserveranno la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio, e ne avranno il godimento e l'amministrazione. I beni di cui nessun coniuge può provare, con ogni mezzo, la proprietà esclusiva si presumono di proprietà comune in pari quota per entrambi. Ciascuno dei coniugi può avere la procura (anche per scrittura privata) ad amministrare i beni dell'altro coniuge, ma ha l'obbligo di rendergli conto dei frutti del suo operato e di rendergli tutto ciò che ha ricevuto.

Articoli del Codice Civile

Comunione dei beni

Art. 177 Oggetto della comunione. Costituiscono oggetto della comunione: a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali; b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione; c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati; d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio. Qualora. si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Art. 178 Beni destinati all'esercizio di impresa. I beni destinati all'esercizio dell'impresa di uno dei coniugi costituita dopo il matrimonio e gli incrementi dell'impresa costituita anche precedentemente si considerano oggetto della comunione solo se sussistono al momento dello scioglimento di questa.

Art. 179 Beni personali. Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge: a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento; b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione; c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori; d) i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un'azienda facente parte della comunione; e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa; f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purchè ciò sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto. L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'art. 2683, effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione, ai sensi delle lett. c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.

Separazione dei beni. I coniugi possono convenire che ciascuno di essi conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio.

Art. 217 Amministrazione e godimento dei beni. Ciascun coniuge ha il godimento e l'amministrazione dei beni di cui è titolare esclusivo. Se ad uno dei coniugi è stata conferita la procura ad amministrare i beni dell'altro con l'obbligo di rendere conto dei frutti, egli è tenuto verso l'altro coniuge secondo le regole del mandato (1710, 1718). Se uno dei coniugi ha amministrato i beni dell'altro con procura senza l'obbligo di rendere conto dei frutti, egli ed i suoi eredi, a richiesta dell'altro coniuge o allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, sono tenuti a consegnare i frutti esistenti e non rispondono per quelli consumati. Se uno dei coniugi, nonostante l'opposizione dell'altro, amministra i beni di questo o comunque compie atti relativi a detti beni risponde dei danni e della mancata percezione dei frutti.

Art. 218 Obbligazioni del coniuge che gode dei beni dell'altro coniuge. Il coniuge che gode dei beni dell'altro coniuge è soggetto a tutte le obbligazioni dell'usufruttuario (1001).

Art. 219 Prova della proprietà dei beni. Il coniuge può provare con ogni mezzo nei confronti dell'altro la proprietà esclusiva di un bene. I beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi.

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