Descrizione
Duecento anni dopo venne ricostruita interamente su progetto degli architetti lombardi Vinante e Pasquelli. Nel corso dei secoli seguirono numerosi restauri interni ed esterni, il più impegnativo avvenne nel 1920 a causa delle devastazioni lasciate dalla Prima Guerra Mondiale. L'ultimo restauro, del 1996, portò la chiesa ad assumere le caratteristiche attuali.
La pala dell'altare maggiore, opera del 1928 di Orazio Gaigher, raffigura il martirio di San Bartolomeo. Don Franzelli, quando commissionò l’opera, inviò all’artista le foto di tre suoi parrocchiani, affinché l’apostolo e i suoi carnefici avessero le sembianze di tre abitanti di Torcegno.
L’interno della chiesa è impreziosito dalla Via Crucis realizzata nel 1775 da Valentino Rovisi di Moena in collaborazione con la figlia Vincenza.
La chiesa venne affrescata da due artisti torcegnesi: Albino Dalcastagnè dipinse le scene sinite parvulos e la Sacra Famiglia sopra le porte laterali, mentre di Francesco Chiletto sono tutte le altre pitture a tempera: gli angeli adoranti, l’Agnus Dei, la chiamata da parte di Cristo degli apostoli Pietro, Andrea e Bartolomeo, i quattro evangelisti, il Re Davide e Santa Cecilia. Questi ultimi si trovano ai lati dell’organo Pugina realizzato nel 1929 dalla rinomata ditta di Padova che aveva fornito l’organo anche alla chiesa di Telve.
A destra del presbiterio si riconosce la scena del “piccolo Tarcisio trentino”, Almiro Faccenda.
Testi tratti da “I segni del sacro: mappa delle chiese, cappelle ed edicole di Telve, Telve di Sopra, Torcegno e Carzano” a cura dell’Associazione Ecomuseo del Lagorai